Piano Comunale
Operativo per Rischio Idrogeologico
Piano di
Emergenza
Per una corretta lettura del presente
piano sono necessarie alcune avvertenze preliminari. Occorre innanzitutto sottolineare
come l'estrema sinteticità dell'esposizione non significhi assolutamente superficialità
d'approccio con il problema delle emergenze territoriali e della gestione delle aree a
rischio. Infatti, le attivazioni espresse in modo apparentemente stringato tengono conto
del fatto che la popolazione residente nelle aree a rischio possiede la piena
consapevolezza del tipo di evento atteso. Occorre dunque dare per scontata la conoscenza
delle attivazioni richieste nei cittadini coinvolti, così come va data per acquisita una
compiuta formazione da parte di tutti gli operatori, a cominciare dai componenti delle
funzioni di supporto, dalle strutture operative locali e dai volontari coinvolti nella
pianificazione comunale di emergenza. La popolazione dell'Alta Versilia, che ha vissuto
l'alluvione disastrosa del 19 giugno '96, ha in questi ultimi due anni affinato in modo
del tutto spontaneo la propria sensibilità in fatto di Protezione Civile e la propria
conoscenza del rischio, conquistando, quindi, la capacità di comprendere immediatamente
molti segni precursori, il tipo di andamento dei fenomeni in corso, la varia messaggistica
scritta e verbale della struttura comunale di Protezione Civile, e maturando altresì un
rapporto sistematico ed una certa dimestichezza con l'organizzazione preposta alla
pianificazione comunale di emergenza, le sue procedure e i suoi linguaggi talvolta anche
tecnicamente complessi. I corsi per volontari, la costituzione delle cosiddette
"Unità di Crisi Locale" nelle frazioni gestite dagli stessi residenti, i corsi,
le assemblee pubbliche hanno concorso a rendere possibile la semplificazione degli aspetti
procedurali del piano.
Le stesse funzioni di supporto
intervengono nel piano in modo semplificato ed agile. Grazie, infatti, al lavoro svolto in
questi mesi intorno alle tecniche operative proprie di ciascuna funzione, alla raccolta
dei dati e delle informazioni, ai corsi, alla convegnistica ed alle esercitazioni, nonché
alle due importanti esperienze alluvionali vissute in Versilia negli ultimi due anni, le
funzioni sono oggi in grado di attivarsi secondo un apposito, singolo piano
particolareggiato. Lo stesso occorre riconoscere per le strutture operative locali e per
il volontariato coinvolti nella pianificazione.
È da rimarcare il fatto che il piano
viene applicato, almeno per le prime fasi, a partire dalla struttura comunale senza aiuti
esterni, valorizzando l'autonomia, il ruolo e la responsabilità del comune. Un maggior
coinvolgimento di volontariato e strutture operative si ha essenzialmente a partire dalla
fase di allarme, cioè nella fase in cui si fa strada concretamente la possibilità che si
verifichi un evento di tipo C.
Le soglie pluviometriche di riferimento
per l'attivazione delle diverse fasi di attenzione, preallarme ed allarme sono
temporaneamente fissate in modo del tutto empirico su valori storici di riferimento, in
attesa dei risultati di uno studio che il Comune di Seravezza sta intraprendendo per
determinare in modo scientificamente attendibile le soglie di innesco delle frane e di
formazione di eventi idraulici estremi. Per la valutazione delle situazioni pluviometriche
in atto si farà in ogni caso riferimento alla competenza e alla esperienza del Servizio
Idrografico e Mareografico Nazionale.
Dalla lettura del piano si può inoltre
evincere con estrema chiarezza il livello di altissima responsabilità che il Sindaco,
autorità comunale di Protezione Civile, deve assumersi per la tutela della sua
popolazione. Le decisioni del Sindaco nel piano, quasi sempre di gravità assoluta, devono
essere da lui assunte nella piena consapevolezza del ruolo svolto, delle conoscenze
possedute, della credibilità della macchina operativa esistente, della piena maturità
civica raggiunta dalla popolazione coinvolta e interessata.
Come si può evincere, solo una
convincente ed efficace formazione del personale e della popolazione consente oggi di
semplificare e rendere agile la pianificazione comunale di emergenza secondo il dettato
del "Metodo Augustus" a tutti noto.
Si tratta ora di capire se e quanto questo
modello sia applicabile anche ad altre situazioni e ad altre realtà, soprattutto laddove
eventi disastrosi non si sono ancora verificati, e la sensibilità raggiunta da cittadini,
operatori, amministratori è dunque del tutto diversa da quella delle località ove le
catastrofi si sono abbattute in modo eclatante.
Con un po' di giustificato timore, dunque,
ma anche con la speranza di aver fatto un buon lavoro, rendiamo di dominio pubblico questo
piano - elaborato da Maria Giulia Ferrante con la collaborazione di tutto il personale del
Centro Polifunzionale di Protezione Civile - affinché in tutto o in parte possa risultare
di una qualche utilità per gli altri.
Seravezza, lì 30 gennaio 99
Struttura
- Parte Prima
- Scenario di rischio
- Dati di Base
- Precursori
- Monitoraggio
- Parte Seconda
- La fase di attenzione
- La fase di preallarme
- La fase di allarme
- Parte Terza
- La dichiarazione dello stato di
emergenza
- La gestione dello stato di emergenza
Parte Quarta
Informazione alla popolazione
- Informazione in tempo di pace
- Informazione in emergenza
Parte Prima
- SCENARIO DI RISCHIO E DANNO ATTESO.
La tipologia di rischio alla quale occorre conformarsi è la possibilità di dissesti
idrogeologici in grado di determinare fenomeni di piena rapida e violenta e talvolta
lalluvionamento di ampie zone del Comune. Tali fenomeni trovano origine da diverse
cause:
- eventi pluviometrici estremi nel bacino orografico del
Versilia che provocano fenomeni di saturazione delle falde superficiali e collassamento
delle porzioni instabili di versante. Danni di lieve-media entità alle abitazioni e
alle cose.
- scorrimenti planari che si verificano lungo le porzioni
medio-alte dei versanti del bacino del Versilia, con formazione di accumuli di materiale
solido lungo gli impluvi e nello stesso fondovalle. Grave pericolo per abitazioni e
persone.
- violenti fenomeni di trasporto solido, con episodi di
esondazione violenta e grave interessamento delle zone a rischio nel fondovalle. Rischio
di danni ingentissimi a diverse abitazioni e pericolo per lincolumità delle persone.
- esondazioni o tracimazioni meno violente lungo il corso
del fiume nelle località pianeggianti. Danni di media entità alle abitazioni e
alle cose.
In seguito allevento disastroso del 19 giugno 1996, si individuano
allinterno del Comune di Seravezza sette aree di rischio omogenee:
AREE di tipo A (soggette a frane diffuse,
smottamenti, piene disastrose)
- Ruosina
- Argentiera - Zarra -Valventosa
- Seravezza capoluogo
- Riomagno - Malbacco
AREE di tipo B (esondazioni, laminazioni della piena)
- Ripa loc. Mignano
- Pozzi loc. Serra
- Querceta loc. Ranocchiaio
Il seguente piano si configura su un modello di evento massimo atteso di tipologia
analoga a quello del 19 giugno 1996, ed è valido per tutte le aree di rischio di volta in
volta interessate.
- DATI DI BASE
- Cartografia
- Carta delle aree a rischio (1:10000)
- Carte delle vie di fuga, delle aree di emergenza, dei
presidi e dei cancelli (1:5000) - affisse in ogni Unità di Crisi Locale (U.C.L.) di
pertinenza -
- Carte degli edifici vulnerabili e della numerazione
civica (1:2000) affisse in ogni U.C.L. di pertinenza
- Censimento della popolazione a rischio
e dei disabili
(L. 675/96, art. 11).
- PRECURSORI DI EVENTO NEL PERIODO
ORDINARIO
Il modello tiene conto della presenza di diversi "fenomeni precursori di
evento".
PRECURSORE DI TIPO 1
Soglia di preavviso superiore alle 12 ore
Il Servizio Meteorologico Nazionale distribuito e/o la Veglia Meteorologica del
Dipartimento della Protezione Civile, con propria emissione scritta e inoltrata via fax
direttamente alla Sala Operativa o tramite Prefettura, diramano un avviso di CONDIZIONI
METEOROLOGICHE AVVERSE che interesseranno il Bacino del Fiume Versilia o in generale
lAlta Toscana.
PRECURSORE DI TIPO 2
Soglie di preavviso superiore alle 3 ore
- La struttura comunale viene a conoscenza, mediante proprie fonti informative o
mediante avviso meteorologico urgente, che nel Golfo di Genova e in prossimità di La
Spezia, è iniziata una precipitazione che presumibilmente si sposterà verso est/sud-est,
interessando così anche larea versiliese.
- La Sala Operativa, mediante consultazione diretta o indiretta (S.I.M.N.) del sistema
di rilevamento in telemisura delle precipitazioni, viene a conoscenza dellinizio di
un evento pluviometrico a carattere orografico nelle zone circostanti larea
versiliese.
- La Sala Operativa viene a conoscenza di osservazioni strumentali o a vista
(abbassamento repentino della pressione, innalzamento sensibile e stabile del tasso di
umidità relativa, cessazione o eccessivo rinforzo del regime di brezza nella vicina zona
costiera, ecc.), che suggeriscono la possibilità di un peggioramento delle condizioni
meteorologiche.
PRECURSORE DI TIPO 3
Soglie di preavviso inferiore alle 3 ore
- Una precipitazione preceduta da avviso meteorologico generico, inerente un sistema
frontale organizzato, assume carattere di persistenza in condizioni di terreno già
saturo.
- Una precipitazione imprevista a carattere di rovescio, preceduta o meno da avvisi
meteorologici, assume carattere di forte intensità e di persistenza, tendendo da subito a
stazionare sulla zona in assenza di rinforzo di vento.
Al verificarsi di uno qualsiasi dei precursori di evento elencati, corrisponde una
prima risposta di protezione civile che consiste - sempre - nellimpianto delle
attività di monitoraggio e nell'informazione tempestiva del Sindaco.
- MONITORAGGIO DELLA SITUAZIONE
Loperatore presente in sala:
- procede ad un controllo degli ultimi avvisi
meteorologici;
- procede ad un primo contatto con i laboratori
meteorologici di riferimento;
- procede ad una verifica delle turnazioni del personale
della Sala Operativa;
- avvisa telefonicamente il Responsabile Unità Operativa
e il Sindaco;
- se del caso verifica la reperibilità delle seguenti
figure:
- Collaboratore della Sala Operativa
- Esperto meteo
- Responsabili delle Unità di Crisi Locale
- Capo Servizio Tecnico-manutentivo
- Comandante Polizia Municipale
- Volontari di supporto
- Operai reperibili
ATTENZIONE!!!
Il Responsabile Unità Operativa
verifica, sulla base del protocollo di intesa fra i Comuni della Versilia, che anche le
altre strutture comunali abbiano ricevuto l'avviso.
Parte Seconda
- FASE DI
ATTENZIONE
INDICATORI DI EVENTO
- 40 mm di pioggia media sul bacino
in 3 ore
- 70 mm di pioggia media sul bacino
in 6 ore
- 50 mm di pioggia in un'ora su uno
degli 8 pluviometri del bacino.
ATTENZIONE!!!
La Sala Operativa contatta il Responsabile ed il
Sindaco.
CATENA DI COMANDO
- IL SINDACO
- Dispone lapplicazione delle procedure della fase di attenzione.
- Informa il Prefetto e il CE.SI. del Dipartimento della P.C.
- Si coordina con i Sindaci dei Comuni vicini interessati.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Attiva le seguenti figure:
- il Collaboratore della Sala Operativa
- lEsperto di meteorologia
- i Responsabili delle 11 Unità di Crisi Locale (U.C.L.)
- il Comandante dei Vigili (Responsabile funzione n°7)
- il Responsabile del Servizio Manutenzioni del Comune.
- il primo gruppo di Ditte di fiducia
- gli operai reperibili
- i Responsabili delle funzioni sottolineate:
- Tecnico - scientifica e
pianificazione
- Sanità e Assistenza Sociale
- Volontariato
- Materiali e mezzi
- Servizi Essenziali,
telecomunicazioni, scuole
- Censimento Danni
- Strutture Operative(Attivata)
- Segreteria Generale e Informazioni (Attivata)
- Assistenza alla
popolazione
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
Fino al termine delle operazioni:
- Si occupa dellassistenza generale in Sala.
- Mantiene i contatti operativi con Enti Locali e Associazioni.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
Fino al termine delle operazioni:
- Assicura il monitoraggio della situazione meteorologica.
- Mantiene i contatti con i Servizi Meteorologici di riferimento del Comune.
- Produce avvisi locali per U.C.L. e comuni vicini.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Attivano lUnità di Crisi Locale.
- Attivano personale locale per il monitoraggio territoriale preventivo.
- Mantengono contatti costanti con la Sala Operativa.
- Verificano il funzionamento della sirena e dellaltoparlante.
- Restano in attesa di eventuali disposizioni.
- IL RESPONSABILE DELLA FUNZIONE "STRUTTURE OPERATIVE"
- Attiva il piantone presso il Comando P.M.
- Avvisa le locali stazioni dei C.C.
- Pone in stand by una quota di personale secondo necessità.
- Si mette in contatto con le diverse Strutture Operative.
- Verifica le condizioni locali contingenti per lapplicazione della
pianificazione.
- Verifica il numero di uomini a disposizione per leventuale applicazione del
piano di evacuazione, nonché lo stato delle attrezzature e lo comunica al Sindaco per le
eventuali determinazioni.
- IL RESPONSABILE DELLA FUNZIONE SEGRETERIA E INFORMAZIONI
- Attiva l'addetto stampa per la stesura dei comunicati stampa.
- Prende contatti con la radio locale per l'apertura di un eventuale collegamento
radiofonico
- I RESPONSABILI DELLE ALTRE FUNZIONI DI SUPPORTO
- Pongono in stand by il personale delle proprie funzioni
- Si tengono a disposizione per un intervento tempestivo
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Pone in stand by una quota del personale U.T.C.
- Verifica la situazione dei magazzini comunali e dei materiali ivi collocati.
- Attiva il controllo preventivo di pozzi, depuratori, impianti comunali.
- Si tiene in contatto con la Sala Operativa.
- Verifica lo stato degli altoparlanti e delle sirene di riserva.
Alla fine delle procedure, dopo attenta valutazione, a seconda delle circostanze, si
dispone il mantenimento o la cessazione della fase di attenzione, mentre l'eventuale
raggiungimento della successiva soglia determinerà linizio della fase di preallarme.
- FASE DI
PREALLARME
INDICATORI DI EVENTO
- 100 mm di pioggia media sul bacino in
3 ore
- 150 mm di pioggia media sul bacino in
6 ore
- 110 mm di pioggia in un'ora su uno
degli 8 pluviometri del bacino.
N.B. Si ricorda che i contatti radio e telefonici non devono superare le
durate strettamente necessarie a comunicare telegraficamente i problemi e le segnalazioni.
CATENA DI COMANDO
- IL SINDACO
- Dispone ilsegnale di preallarme per la
popolazione.
- Dispone lattivazione delle nove funzioni di
supporto della Sala Operativa
- Informa il Prefetto chiedendo eventualmente il concorso
di ulteriori uomini e mezzi e di Strutture operative.
- Mantiene informata la popolazione attraverso le U.C.L. e
gli altri strumenti.
- Mantiene i contatti con gli organi di informazione.
- Si coordina con i Sindaci dei Comuni vicini interessati.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Attiva i responsabili delle funzioni di supporto
relative alla fase di preallarme.
- Invia un fax di richiesta di assistenza alla Prefettura
e ai Vigili del Fuoco.
- Attiva le iniziative di monitoraggio, controllo ed
intervento delle U.C.L. e del personale a disposizione.
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
- Coadiuva le attività della Sala.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
- Continua la sua attività di monitoraggio ed il raffinamento delle previsioni
meteorologiche, nonché la lettura e la comparazione dei diversi avvisi meteorologici.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Attivano la segnalazione di
preallarme nella rispettiva area di interesse.
- Effettuano ricognizioni sul territorio per verificarne
lo stato.
- Effettuano primi interventi a carattere preventivo per
evitare dissesti idrogeologici rilevanti.
- Aggiornano continuamente la sala operativa
sullevolversi della situazione, informando su ogni aspetto di interesse.
- Provvedono a tenere informata la popolazione su
disposizione del Sindaco.
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Attiva gli operai reperibili e le Ditte di fiducia per
le manutenzioni.
- Pone in stand by ulteriore personale U.T.C. - LL.PP.
- Provvede alla messa in maggior sicurezza dei magazzini
comunali e dei materiali.
- Attiva il monitoraggio di pozzi, depuratori, impianti
comunali.
- Si tiene in contatto con la Sala Operativa.
- FUNZIONI DI SUPPORTO
- Tecnico Scientifica e Pianificazione
- Garantisce il monitoraggio meteorologico e
idro-pluviometrico, mantenendo i contatti necessari con i relativi Servizi.
- Garantisce il monitoraggio pluviometrico mediante il
sistema in telemisura.
- Definisce le aree a rischio per levento in corso e
ne dà comunicazione al Sindaco ed al Responsabile delU.O.
- Produce avvisi locali per U.C.L., Enti e Strutture
Operative.
- Predispone le richieste di ricognizione nelle zone
maggiormente a rischio da parte delle strutture tecniche comunali, della Polizia
Municipale, del Volontariato per le necessarie attività di osservazione, valutandone
immediatamente i resoconti.
- Sanità, Assistenza sociale, Veterinaria
- Attiva un servizio di guardia medica presso le U.C.L. di
Seravezza, Querceta, Pozzi, Ruosina, Giustagnana.
- Attiva la reperibilità delle farmacie locali.
- Pone in stand by tutte le organizzazioni di volontariato
sanitario locali.
- Avverte il 118 per leventuale attivazione del
Piano Disastri A.U.S.L.
- Volontariato
- Invia volontari nelle aree di raccolta per assistere
la popolazione.
- Invia volontari presso i presidi stradali per agevolare il
deflusso della popolazione.
- Materiali e Mezzi
- Verifica le esigenze e le disponibilità necessarie alla
assistenza alla popolazione.
- Stabilisce i collegamenti con la Prefettura per la
predisposizione dellinvio nelle aree di
ricovero del materiale necessario per lassistenza alla
popolazione.
- Predispone lattivazione dei mezzi comunali
necessari allo svolgersi delle operazioni.
- Pone le ditte necessarie ai primi eventuali interventi
in stato di preallarme, a seconda degli eventi in corso o attesi.
- Servizi Essenziali, telecomunicazioni e scuole
- Convoca i responsabili dei servizi essenziali (ENEL,
Operai Acquedotto, AGES, CO.DE.VE.) presso un locale a disposizione del Centro Operativo
Comunale, per garantire la funzionalità dei servizi erogati e disporre leventuale
messa in sicurezza degli impianti secondo i rispettivi piani di emergenza interni.
- Dispone lattivazione dei contatti radio e dei
relativi operatori previsti per il S.E.R.
- Attiva il contatto operativo con i responsabili della
Telecom, Tim, Omnitel.
- Verifica la funzionalità dei contatti con tutti i
soggetti radiomuniti.
- Censimento danni a persone e cose
- Si pone a disposizione del C.O.C.
- Strutture Operative
- Dispone il posizionamento di uomini e mezzi presso
i presidi previsti per
coadiuvare le eventuali operazioni di evacuazione e per il trasferimento della popolazione
dalle aree di raccolta alle aree di ricovero.
- Ricorda alla popolazione, tramite i megafoni in
dotazione alle Forze dellOrdine o alle U.C.L., i comportamenti da tenere prima
delleventuale abbandono della abitazione.
- Predispone per leventuale successiva
attivazione dei cancelli.
- Segreteria Generale e Informazioni
- Si pone a disposizione del C.O.C.
- Assistenza alla popolazione
- Predispone lattivazione del piano per il
censimento della popolazione.
- Attiva leventuale assistenza alla popolazione e
vettovagliamento dei soccorritori.
- LA POPOLAZIONE INTERESSATA
- Presta attenzione alle informazioni e agli avvisi
inerenti la fase in corso.
- Esegue tutte le istruzioni provenienti dalla struttura
di Protezione Civile.
- Si prepara alleventuale evacuazione, attuando
tutti i comportamenti previsti dalla pianificazione e dalladdestramento.
N.B. Solo in questa fase sarà possibile spostarsi in auto o provvedere al
parcheggio sicuro degli
autoveicoli nei siti appositamente e preventivamente individuati.
Alla fine delle procedure, dopo una attenta verifica delle
attività di monitoraggio e di prevenzione svolte, si dispone il mantenimento o la cessazione della fase di preallarme, mentre l'eventuale raggiungimento della
successiva soglia determinerà linizio della fase di
allarme. PROCEDURA DI CESSATO PREALLARME
In caso di interruzione del fenomeno con tendenza al miglioramento generale delle
condizioni meteorologiche, si dispone la cessazione della fase di preallarme attivando la
seguente procedura:
- IL SINDACO
- Dispone la segnalazione di
cessato preallarme per la popolazione.
- Informa il Prefetto e il CE.SI. del Dipartimento della
P.C..
- Contatta i Sindaci dei Comuni vicini interessati.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Divulga le disposizioni del Sindaco alla Sala Operativa
e alle U.C.L.
- Si mantiene in contatto con le U.C.L.
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
- Coadiuva le attività della sala.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
- Continua la sua attività di monitoraggio ed il
raffinamento delle previsioni meteorologiche, nonché la lettura e la comparazione dei
diversi avvisi meteorologici.
- Resta in attesa di nuove disposizioni.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Diffondono in collaborazione con le Forze
dellordine la comunicazione di cessato preallarme nella rispettiva area di
interesse.
- Effettuano ricognizioni sul territorio per verificarne
lo stato e ne danno comunicazione alla Sala Operativa.
- Restano in attesa di nuove disposizioni.
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Invia gli operai e le ditte di fiducia per le
manutenzioni in seguito alle segnalazioni delle U.C.L.
- Resta in attesa di nuove disposizioni.
- FUNZIONI DI SUPPORTO
- Restano in attesa di nuove disposizioni.
- LA POPOLAZIONE INTERESSATA
- Presta attenzione alle informazioni e agli avvisi
inerenti la fase in corso.
- Esegue tutte le istruzioni provenienti dalla struttura
di Protezione Civile.
N.B. In questa fase è possibile provvedere al recupero del proprio autoveicolo.
- FASE DI ALLARME
EVACUAZIONE
INDICATORI DI EVENTO
- 120 mm di pioggia media sul bacino in
3 ore
- 170 mm di pioggia media sul bacino in
6 ore
- 130 mm di pioggia in un'ora su uno
degli 8 pluviometri del bacino.
CATENA DI COMANDO
- IL SINDACO
- Dispone linterruzione di tutte le operazioni di
ricognizione operativa sul territorio, il rientro e la messa in sicurezza di tutto il
personale impiegato.
- Dispone levacuazione dalle zone a rischio
per levento in corso.
- Dispone il segnale di allarme per la
popolazione.
- Informa il Prefetto e il D.P.C. dellinizio
dellevacuazione.
- Mantiene contatti con gli organi di informazione.
- Si coordina con i Sindaci dei Comuni vicini
eventualmente coinvolti o interessati.
- Alla fine delle operazioni informa il Prefetto e il
D.P.C. dellavvenuta evacuazione.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Comunica le disposizioni alle funzioni.
- Dirama le comunicazioni via radio a tutto il personale,
assicurandosi della messa in sicurezza degli operatori delle fasi precedenti.
- Gestisce dalla Sala Operativa le procedure di
evacuazione coordinando i responsabili delle U.C.L.
- Informa il Sindaco dellavvenuta evacuazione per la
successiva informazione agli organi superiori.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Attivano il segnale di allarme nella rispettiva
località o frazione.
- Gestiscono le procedure di evacuazione nelle rispettive
zone.
- Effettuano un monitoraggio costante delle operazioni,
aggiornando continuamente la sala operativa sullevolversi della situazione lungo il
tragitto e presso le aree di raccolta, nonché su ogni aspetto di interesse.
- Informano il Responsabile dellU.O.
dellavvenuta evacuazione per la successiva informazione agli organi superiori.
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
- Coadiuva le attività della Sala.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
- Continua la sua attività di monitoraggio ed il
raffinamento delle previsioni meteorologiche, nonché la lettura e la comparazione dei
diversi avvisi meteorologici.
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Dispone linterruzione delle attività del
personale comunale e delle ditte impiegate e ne verifica il rientro del personale.
- Si tiene in contatto con la Sala Operativa per qualunque
ulteriore necessità.
- FUNZIONI DI SUPPORTO
- Tecnico-Scientifica e Pianificazione
- Interrompe tutte le attività di ricognizione delle
strutture tecniche comunali, della P.M. e del Volontariato, e verifica il rientro di tutto
il personale impiegato.
- Mantiene i contatti con i Servizi Meteorologici, con i
S.T.N., il CE.SI. e il Servizio Rischio Idrogeologico del D.P.C.
- Sanità, Assistenza sociale, Veterinaria
- Attiva il piano disastri della A.U.S.L.
- Coordina le operazioni di evacuazione dei disabili con i
volontari.
- Verifica il rientro di tutto il personale impiegato.
- Volontariato
- Al termine delle operazioni di evacuazione verifica il
rientro di tutto il personale attivato eccetto quello dislocato presso le aree di
accoglienza e di ammassamento.
- Predispone squadre di volontari per eventuali operazioni
di soccorso urgente.
- Materiali e Mezzi
- Dispone e verifica il rientro di tutto il personale
impiegato nelle fasi precedenti, in attesa di nuove disposizioni.
- Mantiene i contatti con le ditte allertate e/o inviate
in attesa di nuove disposizioni.
- Servizi Essenziali, telecomunicazioni e scuole
- Dispone la messa in sicurezza degli impianti dei servizi
essenziali secondo i rispettivi piani di emergenza interni.
- Dispone e verifica la messa in sicurezza di tutto il
personale impiegato.
- Censimento danni a persone e cose
- Predispone le attivazioni necessarie alle verifiche
degli eventuali danni.
- Strutture Operative
- Richiede squadre di VV.F. per leffettuazione di
soccorsi urgenti.
- Provvede al trasferimento della popolazione dalle aree
di raccolta alle aree di ricovero.
- Verifica che tutta la popolazione a rischio sia stata
effettivamente allontanata.
- Al termine delle operazioni di evacuazione, dispone e
verifica il rientro di tutto il personale impiegato.
- Provvede a tenere informato il Sindaco.
- Segreteria Generale e Informazioni
- Collabora con la Funzione "Assistenza alla
popolazione" per il censimento della popolazione evacuata.
- Si mantiene a disposizione del C.O.C.
- Assistenza alla popolazione
- Effettua, in collaborazione con le U.C.L., il
monitoraggio della situazione della popolazione evacuata, di quella assistita presso i
centri di accoglienza e le aree di ricovero, nonché di coloro che hanno trovato una
sistemazione indipendente.
- Si occupa da subito, in collaborazione con le U.C.L. e
le altre funzioni interessate, dellassistenza alla popolazione nelle aree di
accoglienza.
- LA POPOLAZIONE INTERESSATA
- Presta attenzione alle informazioni e agli avvisi
inerenti la fase in corso.
- Esegue tutte le istruzioni provenienti dalla struttura
di Protezione Civile.
- Procede per levacuazione, attuando tutti i
comportamenti previsti dalla pianificazione e dalladdestramento.
N.B. In questa fase sarà fatto assoluto divieto di spostarsi in auto o
provvedere a porre in sicurezza gli autoveicoli.
ATTENZIONE!!!
Tutti i responsabili di funzione
comunicano al Sindaco e al responsabile della Sala Operativa il compimento delle procedure
di evacuazione per linformazione agli organi superiori.
PROCEDURA
DI CESSATO ALLARME
(RIENTRO CONTROLLATO)
In caso di interruzione del fenomeno, dopo
unattenta valutazione degli eventuali danni prodottisi, si può provvedere alla
dichiarazione di cessato allarme ed al conseguente rientro controllato della
popolazione nelle proprie abitazioni attivando la seguente procedura:
- IL SINDACO
- Dispone le attivazioni delle procedure per il rientro
controllato della popolazione ed il ripristino delle condizioni di normalità per
tutte le attività del Comune.
- Informa il Prefetto ed il D.P.C.
- Contatta i Sindaci dei Comuni vicini interessati.
- Cura linformazione alla popolazione e mantiene i
rapporti con i mass media.
- Alla fine delle operazioni informa il Prefetto ed il
D.P.C. dellavvenuto rientro.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Divulga le disposizioni del Sindaco alla Sala Operativa
e alle U.C.L.
- Dispone il ripristino delle attività di ordinario in
Sala Operativa.
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
- Coordina il ripristino delle attività di ordinario in
Sala.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
- Mantiene il monitoraggio della situazione meteorologica.
- Resta a disposizione della Sala Operativa in attesa di
nuove disposizioni.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Comunicano alla popolazione le disposizioni del Sindaco
in collaborazione con le Forze dellOrdine ed il Volontariato.
- Effettuano ricognizioni sul territorio per verificarne
lo stato e ne danno comunicazione alla Sala Operativa.
- Restano in attesa di nuove disposizioni, rientrando
se del caso- nelle proprie sedi.
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Invia sul territorio gli operai e le ditte di fiducia
per gli eventuali interventi di soccorso immediato e di rimozione del pericolo, in seguito
alle segnalazioni delle U.C.L., in coordinamento con la Funzione n.1.
- Resta in attesa di nuove disposizioni.
- FUNZIONI DI SUPPORTO
- Tecnico-Scientifica e Pianificazione
- Coordina gli eventuali interventi di primo soccorso e di
rimozione del pericolo, inviando professionisti a coadiuvare le squadre.
- Si consulta con il Servizio Meteorologico, i Servizi
Tecnici Nazionali e il Servizio Rischio Idrogeologico del Dipartimento.
- Dispone i sopralluoghi e le verifiche tecniche.
- Raccoglie ed esamina le segnalazioni provenienti dalle
U.C.L. e dal territorio in generale, disponendo se del caso le necessarie attivazioni.
- Sanità, Assistenza sociale, Veterinaria
- Provvede al ritorno dei disabili presso le rispettive
abitazioni.
- Si tiene in contatto con la A.U.S.L. per eventuali nuove
attivazioni.
- Volontariato
- Invia i volontari presso i presidi per agevolare il rientro
della popolazione nelle abitazioni.
- Organizza le squadre di volontari per le attivazioni
decise con le altre funzioni.
- Materiali e mezzi
- Dispone il ritiro dei materiali e dei mezzi inviati nei
centri di accoglienza e nelle aree di ricovero.
- Servizi Essenziali, telecomunicazioni e scuole
- Provvede al ripristino dellerogazione dei servizi
essenziali e le verifiche sulla funzionalità degli impianti.
- Censimento danni a persone e cose
- Dispone i sopralluoghi per il rilevamento di eventuali
danni.
- Strutture Operative
- Dispone la riapertura dellintero territorio
mediante la disattivazione dei cancelli.
- Comunica alla popolazione le disposizioni del Sindaco in
collaborazione con i responsabili delle U.C.L. ed il Volontariato.
- Provvede al riposizionamento delle pattuglie nei
presidi per vigilare sul corretto
rientro della popolazione nellabitato.
- Provvede al trasferimento della popolazione dalle aree
di ricovero nelle rispettive abitazioni.
- Provvede a tenere informato il Sindaco.
- Segreteria generale ed informazioni
- Collabora con la Funzione 9 per le attività di
assistenza e consulenza della popolazione rientrata nelle abitazioni.
- Predispone gli atti e le ordinanze necessari alla
gestione della fase di interesse.
- Assistenza alla popolazione
- Verifica lavvenuto rientro della popolazione
segnalando eventuali assenze.
- LA POPOLAZIONE INTERESSATA
- Presta attenzione alle informazioni e agli avvisi inerenti la fase in corso.
- Esegue tutte le istruzioni provenienti dalla struttura di Protezione Civile.
- Rientra nelle proprie abitazioni, attuando tutti i comportamenti previsti dalla
pianificazione e dalladdestramento.
N.B. In questa fase è possibile provvedere al recupero del proprio
autoveicolo.
ATTENZIONE!!!
Tutti i responsabili di funzione comunicano al Sindaco e al
responsabile della Sala Operativa il compimento delle procedure di rientro per
linformazione agli organi superiori.
Parte Terza
A seguito dellevento, in caso di accertamento di scenario di disastro tale da
configurare gli estremi di cui alla lettera c) dellart. 2 della Legge 24.2.1992 n.
225, il Sindaco provvede ad attivare le procedure dello STATO DI EMERGENZA
- DICHIARAZIONE DELLO STATO DI
EMERGENZA
Il Sindaco informa il Prefetto e il D.P.C. dellevento, richiedendo la
dichiarazione di Stato di Emergenza e leventuale apertura di un C.O.M. per
provvedere alle attività di soccorso e assistenza.
- GESTIONE DELLO STATO DI EMERGENZA
- IL SINDACO
- Dispone lattivazione delle procedure di emergenza.
- Dispone il richiamo in servizio di tutto il personale comunale.
- Mantiene informata la popolazione.
- Mantiene contatti con gli organi di informazione.
- Mantiene contatti con i Sindaci dei Comuni vicini eventualmente coinvolti o
interessati alla situazione in atto.
- Agisce secondo le competenze richiamate all'art. 15 della legge 225/92.
- IL RESPONSABILE DELLUNITA OPERATIVA
- Gestisce la sala operativa.
- Coordina i responsabili delle U.C.L.
- Informa il Sindaco sullo sviluppo della situazione in atto.
- IL COLLABORATORE DELLA SALA OPERATIVA
- Coadiuva il Responsabile nella gestione della Sala Operativa.
- LESPERTO DI METEOROLOGIA
- Mantiene in essere le attività di monitoraggio della situazione meteorologica.
- I RESPONSABILI DELLE UNITA DI CRISI LOCALE
- Ove non evacuati partecipano al sistema dei soccorsi nelle frazioni interessate.
- Predispongono ove possibile le prime opere provvisionali per un ripristino della
normalità soprattutto per laspetto viario.
- Aggiornano continuamente la Sala Operativa ed il Responsabile U.O.
sullevolversi della situazione lungo il tragitto e presso le eventuali aree di
accoglienza, nonché su ogni aspetto di interesse.
- IL CAPO SERVIZIO MANUTENZIONI DEL COMUNE
- Dirige e coordina da subito le attività del personale comunale e delle ditte.
- Effettua o fa effettuare sopralluoghi immediati da parte di personale tecnico per le
attività di primo soccorso e rimozione del pericolo, in raccordo con la Funzione
Tecnico-scientifica.
- Si tiene in contatto con la Sala Operativa per qualunque necessità.
- FUNZIONI DI SUPPORTO
- Si mantengono a disposizione presso il C.O.C. e svolgono tutti gli adempimenti propri
di ciascuna funzione.
Parte Quarta
INFORMAZIONE ALLA POPOLAZIONE
Si articola in due momenti principali:
- Informazione in tempo di pace.
- Informazione in emergenza.
- INFORMAZIONE IN TEMPO DI PACE
- il Sindaco e/o il Responsabile della Unità Operativa
presiedono periodicamente delle assemblee popolari nelle diverse frazioni, durante le
quali vengono esposti i rischi del territorio, il piano di evacuazione ed i comportamenti
da tenere in emergenza;
- i volontari del Gruppo Comunale distribuiscono alla
popolazione periodicamente e durante le assemblee dei volantini divulgativi, nei quali
viene spiegato il piano di evacuazione ed i suoi aggiornamenti;
- la cartografia, in scala 1:5000, delle vie di fuga,
delle aree di emergenza, dei presidi e dei cancelli viene affissa in ogni U.C.L. di
pertinenza e periodicamente aggiornata;
- la cartografia, in scala 1:2000 degli edifici
vulnerabili e della numerazione civica viene affissa in ogni U.C.L. di pertinenza e
periodicamente aggiornata;
- vengono svolte con cadenza costante delle esercitazioni
sul piano di evacuazione, nelle quali è coinvolta anche la popolazione.
- INFORMAZIONE IN EMERGENZA
Si distinguono varie modalità di informazione e di avviso alla popolazione a seconda
della fase di riferimento del piano. In particolare si disciplinano lattivazione e
la cessazione delle fasi di preallarme ed allarme.
- Fase di attenzione
Nel piano non è previsto il coinvolgimento della
popolazione durante questa fase; tuttavia può e deve essere preparato un avviso per far
fronte a situazioni particolari di allerta generalizzato gestito al di fuori o al di sopra
del livello comunale (è il caso dei comunicati sui TG regionali inerenti periodi di
allerta meteorologici distribuiti alle varie prefetture e interessanti anche la nostra
zona). L'avviso deve essere divulgato alla popolazione dalle U.C.L. tramite il
volontariato e può essere diffuso dalle radio locali.
- Fase di preallarme
- Segnale di
inizio
Per questa fase è sempre previsto il coinvolgimento
della popolazione tramite la diramazione di avvisi a mezzo di megafoni e volantini, da
parte delle U.C.L. e delle Strutture Operative. Un esempio di messaggio alla cittadinanza
può essere il seguente:
- Segnale di cessato preallarme
La stessa tipologia di volantino si può adottare per diramare la cessazione dello
stato di preallarme, ribadendo, in tal caso, che sarà in quel periodo possibile
provvedere al recupero del proprio autoveicolo.

- Fase di allarme
- Segnale di
inizio evacuazione
Linizio della fase di allarme è segnalato dal
suono continuato di una sirena installata sugli edifici più alti della località, per un
periodo presunto di 15 minuti ca.
- Segnale di cessato
allarme
La segnalazione del cessato allarme per il rientro nelle abitazioni verrà dato
mediante l'uso di megafoni da parte delle Forze dell'Ordine e del Volontariato.