COME E' NATO IL CENTRO POLIFUNZIONALE DI PROTEZIONE CIVILE DI SERAVEZZA

Il 19 giugno 1996 l’Alta Versilia è stata interessata da un evento meteorologico eccezionale, in occasione del quale si sono registrati valori di intensità di pioggia fra i più alti in assoluto nella storia degli eventi importanti del nostro paese.

"Una bomba meteorologica " che dal mare si è incuneata nel vicino complesso montuoso che per forma, posizione e dimensioni ha funzionato da innesco e ha scaricato nell’arco di dodici ore 474 mm di pioggia in un solo pluviometro.

A seguito di questo evento la struttura amministrativa del territorio, in quella occasione certamente inadatta e impreparata ad affrontare tale situazione, acquisì sul campo la consapevolezza della necessità di un servizio comunale che potesse far fronte tempestivamente e con successo operativo a tali evenienze; evenienze che peraltro nell’ultimo decennio si sono ripetute con cadenza biennale in Versilia.

L’Amministrazione Comunale, superata l’emergenza alluvione, ritenne indispensabile dotare il Comune di una struttura operativa autentica di protezione civile, e faticosamente, cercando innanzitutto di costruirsi una mentalità "pubblica" di protezione civile, iniziò a organizzare luoghi e momenti di formazione e a teorizzare l’istituzione e l’organizzazione di una struttura comunale intesa come servizio continuativo per la popolazione.

L’occasione fu data dall’esercitazione nazionale annuale delle Misericordie d’Italia, svoltasi a Seravezza nel settembre ’96, tre mesi dopo l’alluvione, a completamento degli interventi del volontariato sul territorio colpito. In tale circostanza un’idea progettuale fino ad allora abbastanza vaga cominciò a concretizzarsi in una volontà di collaborazione tecnica e organizzativa, che venne sposata dal Comune e supportata finanziariamente –tra l’altro- con un contributo dei "Lyons Club Multidistretto 104".

Nasce così, dal desiderio di alcuni operatori impegnati direttamente sul campo, la volontà tenace di prolungare il proprio impegno sul piano della protezione del territorio e della popolazione da nuovi disastri, con un occhio rivolto verso la formazione degli operatori e la diffusione delle conoscenze in materia di protezione civile.

L'idea del Centro Polifunzionale di Protezione Civile parte intanto dal presupposto che l’aspetto meteorologico è di estrema rilevanza ai fini della salvaguardia dei cittadini nell’ambito del rischio idrogeologico. Con l'analisi dei precursori eseguita in una sala operativa appositamente costituita si ritiene possibile allertare la macchina operativa comunale e intercomunale prima che l'evento si scateni in tutta la sua eventuale violenza distruttiva.

E’ infatti da quest'ultima considerazione che allora cominciò a svilupparsi la configurazione definitiva dell’idea originaria: la struttura operativa che trovò accoglienza in alcuni locali di proprietà comunale.

La prima riflessione immediatamente seguita alla nascita del centro fu che, oltre alla capacità di prevedere gli eventi e i suoi scenari, esisteva l'assoluto bisogno di garantire una tempestiva informazione alla cittadinanza in caso di emergenza, nonché di assicurare la compiuta formazione della popolazione stessa sia sotto il profilo delle conoscenze sia sotto il profilo dei comportamenti da tenere in caso evento calamitoso.

Naturalmente si trattava in pratica di applicare la pianificazione di emergenza del metodo Augustus, provvedendo pertanto ad individuare i rischi, le zone soggette a rischio, le aree sicure (di attesa e di ricovero della popolazione e quelle di ammassamento dei soccorritori). Si trattava poi di individuare i responsabili ed i componenti le funzioni di supporto e quant’altro è previsto nel metodo sia per formare e aggiornare il piano sia per far fronte a eventuali emergenze con professionalità ed efficacia.

Ancora: si sentiva fortemente la necessità di garantire un adeguato supporto di uomini e mezzi che non possono essere occasionali in quanto di provata esperienza e capacità, e pertanto devono essere individuati, disponibili e preparati (eccoci al problema della formazione del personale). Vi era inoltre la necessita' di definire e sviluppare una fitta rete di relazioni e collaborazioni con Organizzazioni e Strutture Operative diverse, che avrebbe pertanto richiesto l’individuazione e l’utilizzo di un linguaggio comune sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista procedurale.

Attorno al "Servizio Comunale di Protezione Civile", posto alle dirette dipendenze del Sindaco autorità Comunale di Protezione Civile, è stata creata allora una struttura operativa che utilizza in modo prevalente mezzi e personale del pubblico impiego. Trattasi di personale tecnicamente preparato, dipendente sia del Comune di Seravezza che degli altri Enti territoriali (Comunità Montana, ASL territorialmente competente, Parco delle Alpi Apuane, Consorzi, ecc.).

In più, tutte le forze del volontariato, sia quello già organizzato sia i volontari che a titolo personale confluiscono nel Gruppo Comunale di Volontariato, formano l’ossatura portante dell’intera struttura. Le nove funzioni di supporto suggerite dal Metodo Augustus, che operano in tempo di pace sull’aggiornamento del piano di emergenza e sui loro piani specifici, costituiscono assieme al personale comunale l’impalcatura principale di riferimento su cui poggia tutto il resto dell’organizzazione.

All’interno del Gruppo Comunale di Volontariato formatosi intorno al centro, nel quadro di un ricercato spirito di responsabilizzazione e autonomia, alcuni cittadini vengono coinvolti in modo diretto e deciso, attraverso la costituzione e la conduzione delle cosiddette U.C.L. (Unita’ di Crisi Locale), costituite in ogni frazione del Comune (ce ne sono dodici) come articolazione funzionale e di decentramento della struttura operativa centrale.

Tali strutture vengono dotate di attrezzature quali tv, radio ricevente, fax e radio ricetrasmittenti. Con questa attrezzatura di base, le U.C.L., restando sempre a stretto contatto con la Sala Operativa Centrale, assicurano flussi di notizie per l’aggiornamento costante della situazione partecipando in tempo reale alle fasi decisionali, e garantiscono interventi puntuali e tempestivi in caso di necessità all’interno o nelle vicinanze delle rispettive frazioni di competenza.

La struttura di protezione civile prevede inoltre il coinvolgimento di associazioni già organizzate quali le Misericordie, le Pubbliche Assistenze, l’ARI e i C.B., che garantiscono le comunicazioni in qualsiasi situazione, e la sezione locale del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, che offre anche un servizio di reperibilità nei giorni festivi e altre associazioni che dispongono di materiali e mezzi.

E’ così che il 22 giugno 1997 veniva inaugurato il Centro Polifunzionale di Protezione Civile, un anno dopo l'alluvione del 19 giugno 1996 e istituito formalmente con deliberazione G.M. n. 778 del 30.12.1997, contestualmente all’U.O. di Protezione Civile, trova spazio, inizialmente, presso il Palazzo di proprietà del Comune di Seravezza detto "del Mutilato" e, successivamente, in Via Menchini a Marzocchino.

FUNZIONI DEL CENTRO

· attività di formazione e aggiornamento di personale e volontari

· attività di previsione e prevenzione di cui alla L. 225/92

· elaborazione, aggiornamento e gestione dei piani comunali di P.C.

· interventi per eventi naturali o connessi con l’attività umana che possono essere fronteggiati dai singoli enti in via ordinaria.

· interventi di carattere straordinario di media entità in coordinamento con altri enti o amministrazioni

· diffusione fra i cittadini della cultura della protezione civile.

· tenuta e aggiornamento del registro dei volontari P.C.

· coordinamento e assistenza del volontariato in collaborazione con l’Ufficio Gestione Emergenze di Massa (U.G.E.M.) della Confederazione Nazionale Misericordie d’Italia.

STRUMENTAZIONE ATTUALE DELLA SALA OPERATIVA

CORSI DI FORMAZIONE

presso il centro Polifunzionale vengono organizzati tutto l’anno corsi di formazione, aggiornamento e addestramento sui temi della protezione Civile, che riguardano le possibili calamità e le problematiche emergenti. Verranno organizzati dalle nove funzioni di supporto. I soggetti destinatari sono:

1. PERSONALE DIPENDENTE

2. VOLONTARI

3. CITTADINI

4. SCOLARESCHE E CORPO DOCENTE

1) PERSONALE DIPENDENTE

I corsi servono a formare una mentalità d’intervento sugli eventi e sulle loro conseguenze. In particolare si tenderà ad assegnare ruoli specifici alle varie figure, fidando nelle competenze esistenti e cercando di creare automatismi. Vengono trattati i maggiori rischi del territorio, ed i meccanismi da attivare per in caso di emergenza.

2) VOLONTARI

Presso il centro polifunzionale vengono organizzati corsi di formazione e aggiornamento su tutti gli argomenti di possibile interesse, che riguarderanno massimamente la gestione dell’emergenza, vista da chi effettua normalmente le attività di soccorso:

3) CITTADINI

In una seconda fase, di volta in volta, vengono applicati gli stessi programmi e criteri utilizzati per i volontari. Per i cittadini però non mancheranno corsi sui possibili scenari da rischio, e sulle tecniche di prevenzione che ciascun cittadino deve conoscere.

L’informazione e la formazione della popolazione rimane uno dei compiti più difficili da realizzare in quanto si tratta di creare una nuova cultura, a questo proposito vale la pena di citare una nostra esperienza effettuata con una radio locale. In alcune occasioni di emergenza abbiamo effettuato una diretta radiofonica in cui in attesa dell’evento meteorologico previsto si tiene informata dell’evolversi della perturbazione in tempo reale la popolazione e si trattano i temi della protezione civile facendo quindi informazione e formazione della popolazione.
 

4) SCOLARESCHE E CORPO DOCENTE

Vengono organizzati e gestiti corsi per docenti e personale scolastico sui progetti "Scuola Sicura" e corsi propedeutici per una maggiore conoscenza e diffusione della P.C.. L’intenzione finale è quella di sostituire progressivamente ai vecchi temi stantii dell’educazione civica, quelli del rispetto dell’ambiente, della tutela della salute e della qualità della vita, quelli della solidarietà, della Sicurezza e della Protezione Civile.

L’UNITA’ DI CRISI LOCALE E’ istituito nel comune di Seravezza questo servizio, che consiste nell’individuazione nelle dodici frazioni di un'unità minimale di P.C..

Questo servizio ha diversi scopi:

Ogni U.C.L., individuata di norma presso la locale Pubblica Assistenza ( o altra associazione paesana) o c/o la canonica, è stato dotato della seguente strumentazione di base:


L’U.C.L. viene attivata contemporaneamente alla sala operativa, e da quel momento è punto di riferimento per la popolazione locale e per l’organizzazione dei soccorsi.

I CORSI DI FORMAZIONE PER U.C.L.La gestione di una attività di U.C.L. non è cosa semplice, e per poter garantire una efficace conduzione dell'Unità, occorrerà che venga garantita preliminarmente la preparazione del personale che intende gestirla o che è di questo incaricato dal Sindaco.

· Conoscenza generale del sistema comunale di P.C.

· Formazione di piano risorse e disponibilità per U.C.L.

· Formazione di regole comportamentali in caso di attivazione

· Ricognizione realtà locale per esigenze operative

· Uso della strumentazione con particolare riguardo alle comunicazioni radio.

· Elaborazione di esercitazioni
 
 

Via  Menchini, 26 (Marzocchino) - 55047 Seravezza  -  Lucca
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