Concorso di Idee

Sulla riqualificazione urbanistica ed artistica della piazza Carducci a Seravezza
 e dell'asse viario di collegamento al Polo Mediceo.

Progetto Vincitore  del Concorso di Idee

realizzato da:

Arch. Bascherini Guido e Merlo Alessandro e  Bascherini Enrico

con la collaborazione e la consulenza di 

Sacconi Maria, Santini Luigi, Bacci Simona, De Santi Giovanni.

 

Tavola concorso A0 BIG (JPG 10000 x 7156) 46MB

Tavola concorso A0 SMALL (JPG 1000 x 716) 190KB

 

Quasi tutti a Seravezza lavorano in vario modo il marmo. Chi sale la montagna all'alba per scavarlo e chi lo trasporta dalla montagna al piano, a mezzo di certe strade lisce e storte, come il giuoco delle montagne russe. Il masso imbracato con doppie corde, le cui cime attorcigliano i pilastri a destra e a sinistra di queste strade, si muove e scende piano, sgusciando sui travetti di legno insaponati. Gli uomini visti da lontano, sembrano api intorno ad un pezzo di pane bianco, che si muove lentamente verso un alveare in pianura. Invece sono uomini che trafficano intorno ad un masso gigante, con legni , con cavi ininterrottamente, finché il masso non è sulla carretta che lo aspetta nella via carriola….. ……Altri lavorano i marmi nelle botteghe, scalpellano i bozati delle case ricche per le città d'oltre mare…. Gli artefici hanno un berrettuccio di carta in capo e il viso infarinato come i pagliacci…….(1)

Ad. Da E.Pea Il volto del santo ed Vallecchi Firenze 1924.

Premessa

Premessa Il tema che caratterizzato maggiormente il dibattito architettonico e suscitato l'interesse da parte degli amministratori riguarda proprio quello della progettazione e riqualificazione degli spazi aperti pubblici : le piazze e il loro intorno. Nonostante i molteplici cambiamenti che ha subito l'organizzazione e la strutturazione della nostra società la piazza, con i suoi molti significati è ancora un catalizzatore di attenzione. Molte operazioni di recupero e riqualificazione che oggi prendono corpo nella città storica, hanno il principale obiettivo di restituire alle piazze e più in generale al cosiddetto "centro storico" la sua centralità. La città storica possiede ancora dei valori consolidati contrariamente a quella contemporanea priva di senso ed incapace di far dialogare i propri abitanti. Lo spazio collettivo ad oggi sconta altresì la molteplicità e contraddittorietà di interessi dei propri abitanti: se da un lato si sente il bisogno di recuperare questi spazi pubblici dall'altro è necessario riflettere sulle visioni e i desideri dei propri inquilini, i quali, hanno posizioni ed interessi anche molto distanti. Può accadere che il carattere di una città venga rappresentato da una sola immagine che sintetizza attraverso una serie di simboli l'identità di un luogo. Dovendo pensare ad uno simbolo che riassuma per Seravezza un significato importante non possiamo che pensare al marmo e più in generale alla pietra levigata. La piazza del paese della pietra piegata articolata e generata nella valle dei torrenti Vezza e Serra è senz'altro la sintesi, l'anima e l'esempio di come passato identità urbana realtà economica e spazio fisico possono tra loro correlarsi. La piazza di Seravezza , e l'intorno della medesima città di Seravezza , necessitano di una riqualificazione globale che supera quello strettamente funzionale. Nella riqualificazione urbana entrano in gioco una serie di valori d'ordine politico, economico, e sociale e l'ambito del gioco è racchiuso nell'asse tra piazza Carducci ( centro ) ed il polo mediceo. Riteniamo possibile ed auspicabile che al fine di trovare la migliore soluzione per la riqualificazione di una città ovvero il Concorso di Idee indetto dall'Amministrazione Comunale, assuma un valore di strumento di dibattito e di programmazione temporale. L'irrompere di idee e temi che necessitano di progetti integrati e di strumenti urbanistici attuativi che coinvolgano le forze pubbliche e private interessate al recupero alla riqualificazione ed al rilancio della città su valori comuni, non può essere trascurato. La costruzione della piazza e delle opere ad essa correlata sulla base di un finanziamento certo può e forse deve correlarsi ad ipotesi urbane più ampie nella speranza di ricostruire il legame e l'interrelazione tra città ed architettura. Lo stesso progetto può e forse deve, trovare in se stesso, energie e risorse necessarie per perseguire l'obiettivo. Tale obiettivo, proposto nel progetto di idea, nasce da una prima fase di " Lettura del contesto", una seconda fase di " Sintesi progettuale"; è evidente che non si può progettare in un contesto se non si possiede quel corpo teorico capace di entrare direttamente nel codice genetico dei luoghi.

  1. Antropizzazione della Piazza Carducci

    La piazza Carducci si configura oggi come il centro dell'insediamento di Seravezza ed in quanto tale presenta una spiccata valenza polare sia a livello funzionale che sociale. L'origine peculiare di tale spazio - creatosi a seguito della deviazione dell'alveo del torrente Vezza - ha fatto sì che un elemento dividente, quale un corso d'acqua, desse luogo a degli assi unificanti e ad un nuovo polo univocamente riconosciuto come centro cittadino. Tale trasformazione ha comportato tutta una serie di incoerenze a livello di tessuto edilizio: la zona a monte e quella a valle, prima separate nettamente dal torrente e quindi poco relazionate tra loro (se non attraverso un ponte), sono entrate fisicamente in contatto una volta venuto a mancare l'elemento di discontinuità. Il nuovo ambiente urbano delimitato dai fronti (prima retri) degli edifici che vi prospettano si presenta assai sfrangiato lungo i suoi margini che in taluni casi risultano superfetati da una serie di volumi che hanno occupato le aree rese disponibili una volta interrato il greto del torrente. L'antico percorso matrice di questa parte "bassa" di città è traslato così di un intero isolato verso valle, mentre è rimasta invariata per posizione ma non per dimensione la piazza pubblica. 

    Da una attenta lettura dell'insediamento in esame secondo i criteri esposti nella teoria dei crinali (Fig. 1), si evince come tale piazza - posta dove il percorso di fondovalle che segue la destra idrografica del fiume Vezza e quello di controcrinale sintetico che scende dal primitivo nucleo di promontorio di Seravezza si incrociano, per poi guadare lo stesso torrente e ricongiungersi al percorso di fondovalle posto sulla riva sinistra - presenti una spiccata vocazione "mercantile", configurandosi come centro "laico" contrapposto a quello "religioso" situato nell'attigua piazza . E' sembrato, pertanto, quanto mai naturale in questo contesto utilizzare il portico quale elemento spiccatamente urbano caratterizzante molti centri che presentano le medesime valenze, in grado di riconfigurare (ridisegnandone la pianta e gli alzati) la piazza e i percorsi che vi si attestano; operazione questa che cerca di porsi in continuità con il processo storico di trasformazione di questo specifico contesto urbano. La stessa volontà permea anche la risoluzione formale dei manufatti che sono stati inseriti nel progetto, come la Loggia, concepita sulla base di una delle possibili varianti diacroniche presenti nel filone tipologico di appartenenza.

    Il primitivo nucleo (forse fortificato?) di Seravezza è situato alla testata del percorso di crinale insediativo posto alla confluenza del torrente Vezza con il torrente Serra (FASE 1).

    La prima edificazione è da ravvisarsi lungo il percorso di mezzacosta (che scorre parallelo alle isoipse) presente sul versante compreso tra il primitivo nucleo e il percorso di fondovalle posizionato alla destra idrografica del torrente Vezza (FASE 2). Tale percorso, presumibilmente più antico di quello presente sulla riva opposta, doveva attraversare il torrente stesso in prossimità dell'ansa oggi non più presente tramite un ponte - di cui non è rimasta memoria - che verosimilmente fronteggiava l'attuale chiesa di SS. Lorenzo e Barbara.

    La terza fase (FASE 3) vede il rafforzarsi dei percorsi di fondovalle e, pertanto, la scesa dell'abitato verso un nuovo ponte collocato al di là del primitivo slargo che darà poi luogo all'attuale piazza G. Carducci .

    Solo in un momento successivo è presumibile che sia stato aperto il percorso di fondovalle posto sulla destra del torrente Vezza, percorso lungo il quale verranno edificate nel tempo alcune fabbriche rilevanti, come la Villa Medici (FASE 4). A tale fase è riconducibile anche la terza espansione dell'abitato al di là del ponte sul torrente Vezza .

    Nella quinta e ultima fase (FASE 5) si ha la deviazione del corso del fiume Vezza e l'ulteriore espansione edilizia sul versante meridionale l'unico in grado di essere ancora insediato presentando una adeguata esposizione.

     

  2. L'identità della Città di Seravezza
    Le cave di marmo nell'epoca romana nel medioevo, gli agri marmiferi del XVI secolo, l'industria del marmo sotto il governo dei Medici, l'industria nella seconda metà dell'ottocento.La ricchezza marmifera che la montagna Apuana ha sempre custodito rappresenta ancora oggi il tessuto vitale ed economico del territorio centro nord versiliese. L'attività estrattiva di marmi pregiati e la configurazione naturale del territorio hanno contribuito in modo determinante alla costruzione del paesaggio attuale. Il fiume Versilia che si forma dall'unione del torrente Vezza e Serra nel centro del capoluogo di Seravezza costituiscono il bacino imbrifero corrispondente al territorio dei Comuni di Pietrasanta, Seravezza e Stazzema. …….Le scogliere di marmo che si uniscono quasi a formare una chiusa o serra, i torrenti Ruosina e Riomagno detti anche Serra e Vezza che corrono tra quei massi e presso la terra si mescolano in un letto comune.(2) Vincenzo Santini, Vicende storiche Seravezza e Stazzema Pietrasanta 1964 La valle marmifera, gli squarci delle cave, i ravaneti di marmo, il rumore delle segherie, e dei laboratori industriali ed artigianali, sono segno inconfondibile del passato e del presente.

     La lavorazione dei marmi bianchi venati, i grigi , le pietre naturale e le brecce, hanno generato fiorenti attività economiche dall'epoca romana ad oggi, ed hanno abbellito e segnato, con inconfondibili messaggi, case, palazzi, chiese e piazze di tutto il mondo. Hanno dato prestigio e lustro a questa territorio. Se la presenza di prestigiosi calcari cristallini ha mosso l'intera struttura economica della Versilia in origine possiamo altresì annoverare nella valle della Pietra Piegata l'estrazione e l'industrializzazione di materiale ferroso, piombo argentifero , cinabro ecc. che in modo forse meno leggibile ha inciso sull'assetto del territorio. Ne sono testimonianza i numerosi edifici costruiti lungo le sponde del Serra e del Vezza, ( ferriere preindustriali delle Apuane ) trasformati successivamente in segherie e laboratori di marmo. La disponibilità di materia prima, la presenza di boschi di proprietà comunale per la legna dei forni di cottura e l'abbondanza di corsi d'acqua perenni idonei a garantire il movimento di ruote idrauliche che azionavano mantici, magli distendini e battiloppo la possibilità di derivare una gora hanno favorito il sorgere di numerose attività metallurgiche poco più che fucine di fabbro. E' del periodo la nascita di un presidio ospedaliero collocato sulla sponda del fiume Serra oggi luogo della chiesa della Misericordi con un piccolo oratorio, ospedale per i lavoratori delle fucine. In prossimità del centro cittadino vi è ancora la presenza di almeno 3 di questi opifici che hanno visto la loro nascita come ferriere, la trasformazione in segherie di marmo ed il riuso recente come residenza, attività commerciale ecc.. Nei piani seminterrati prospicienti con la facciata il corso d'acqua sono ancora leggibili i segni dell'originale costruzione. Le prime escavazione di marmo risalgono al periodo romano ed in particolare nella valle del Serra sotto località la Cappella dove si estraeva il Bardiglio ( Grigio ) detto imperiale per la sua tonalità più scura rispetto a quella di Carrara. L'uso del marmo come struttura portante è testimoniata secoli X e XI dalla costruzione delle pieve romaniche di S Stefano a Vallecchia, la Pieve di S.Martino alla Cappella S.M. Assunta a Stazzema. Estrazione e lavorazione del marmo ha visto un primo impulso nel XVI sec. nel quale recita un ruolo importante il pontefice Leone X che nel 1513 assegnò il capitanato di Pietrasanta a Firenze . Nel capitanato di Pietrasanta vi erano anche gli agri marmiferi e la scelta apparve in modo chiaro quando lo stesso pontefice pensò di utilizzare i marmi di Seravezza per la costruzione della facciata di S.Lorenzo a Firenze. L'incarico affidato a Michelangelo contemplava anche l'obbligo di estrarre marmi a Seravezza interrompendo la dipendenza di Carrara, era una precisa volontà politica avviare una nuova attività sul territorio versiliese….. si piglino i marmi di Pietrasanta e non altri per le cause soprascritte….. s'intende che saranno di minore spesa che quelli di Carrara ma quando fussino di maggiore, vole ad ogni modo sua santità che così si faccia per Pietrasanta per l'utile pubblico della città … (3) Ascanio Condivi, Vita di Michelangelo Buonarroti, (PI). Michelangelo abbandonò l'impresa ritornando sui monti di Carrara ed il primo blocco fu estratto dal Giambologna. La presenza di marmi bianchi e di ottima qualità pari a quelli di Carrara se non superiori ( vedi Statuario Monte Altissimo, marmo bianco purissimo ) Michelangelo ne era consapevole, ma probabilmente era a conoscenza anche che molto del suo prezioso tempo sarebbe stato impiegato per lavori preparatori per andare ad estrarlo. La permanenza nel Capitanato di Pietrasanta e sui monti di Seravezza di Michelangelo e l'opera di S.M. del Fiore segnarono le sorti dell'economia versiliese: la via Michelangelo lungo la sponda sinistra del Serra fino alle cave di Trambiserra e Cappella località Riomagno, la strada che conduce al mare ed il ponte caricatorio sulla costa ( Forte dei Marmi ) …… impossibile e di molta spesa sarebbe condurre i marmi alla marina, perciocché bisogna fare una strada di parecchie miglia per le montagne per forza di picconi e del piano con palafitte come quello che era paludoso….Sei chilometri dista La costa da Seravezza : si cercano uomini validi buoi e carri si taglino alberi di alto fusto e si piazzino ai lati della strada per farne argine, calzata e riempita di grosse pietre…. (4) Giorgio Vasari Le vite dei più eccellenti pittori, scultori architettori, Rizzoli 1943, vol.III L'industria del marmo sotto il governo di Cosimo I dei Medici intraprese con larghi mezzi e su vasta scala nuove ricerche di escavazione. E' dell'epoca la scoperta di un nuovo marmo mischio una pietra ornamentale che suscitò nuovi consensi e veniva riconosciuta come breccia medicea.E' del 1561 l'inizio della costruzione del Palazza mediceo. L'industria dell'estrazione marmifera e la lavorazione dei marmi rimase pressoché costante con una leggera regressione fino ai primi anni dell'800. Nella seconda metà dell'800, la lavorazione del marmo nel bacino Apuo-Versiliese subisce un notevole incremento. Con l'apertura di nuove cave e l'aumento degli addetti, nel 1817 le cave aperte erano 11 , nel 1855 n. 132. I telai per la segagione dei blocchi nel 1825 erano 14 ed i frulloni 14 ( macchine mosse dalla potenza dell'acqua per spianare le lastre ) nel 1874 i telai erano 157 ed i frullini 30 nel 1864, 140 cave, 2150 cavatori, lizzatori,100 carratori, caricatori e stivatori 840. Le più grandi industrie della lavorazione del marmo nascono e si sviluppano sul territorio versiliese, capacità imprenditoriale, bravi artigiani e materia prima, condizioni ambientali interesse da parte di paesi stranieri grandi commesse instaurano un periodo fiorente gettando le basi e l'ossatura economica che ancora oggi regna in Versilia

     

  3. La dimensione Architettonica ed Urbanistica della Piazza
    La piazza di Seravezza svolge una funzione prevalentemente di parcheggio contrariamente al ruolo che gli compete . Di giorno questo grande spazio urbano indefinito vuoto di rapporti somiglia ad uno slargo stradale sul quale sfrecciano da un lato all'altro le automobili.Ha un aspetto sciatto con scarse aree di sosta e la quasi impossibilità di svolgere dignitosamente quegli spettacoli legati alla vita cittadina siano essi spettacoli teatro dialettale manifestazione pubbliche e commerciali ecc. Nonostante ciò può ancora svolgere, assieme alla riorganizzazione del polo mediceo e dell'area contermine in termine di percorsi e parcheggi il ruolo del centro. L'idea di progetto propone una divisione del vuoto attuale in diversi ambiti minori distinti per dimensione per ruolo a livello di contesto ( Prospettive ambientali - architettoniche e stratificazioni storiche). In sintesi vengono realizzate due piazze; Piazza Carducci ( già Vittorio Emanale), che si prone di riprendere la storicità della sua genesi, come prima e più importante piazza del paese, prima dello spostamento dell'alveo del fiume. Tale piazza raccoglie in sé un portato architettonico urbanistico di notevole interesse; si sviluppa con un orientamento nord-sud, sviluppando un'enclave naturale che si avvolge attorno ad preesistenze architettoniche ed ambientali. Lato nord, lo sviluppo naturale del paese di accesso alla Piazza Carducci, con lo sviluppo verso le strade interne ( Via Bertuccio) e sullo sfondo le tracce del giardino all'italiana di Palazzo Rossetti ( edificio di proprietà comunale ) quindi uno sfondo naturale. Ai lati due cortine di edifici, che per dimensioni ed altezze introduco un rapporto misurato tra pieni e vuoti. 

    A sud, con l'introduzione di via Roma, viene meno il quarto lato, che prima era costituito dal Fiume e quindi si introduce uno squilibrio d'impianto urbanistico- architettonico, che oggi si manifesta attraverso una piazza la cui parte centrale ha una funzione incerta, sia livello sociale ( mai utilizzata ) che funzionale ( le auto vagano senza alcuna regola ). All'interno di questo contesto si inserisce il monumento, che ricalca l'antica posizione, senza però creare quell'effetto di riferimento e di segnale che in origine creava. In considerazione che i nuovi assetti hanno stravolto il significato della piazza, viene proposto un'idea che allarghi nuovamente la Piazza Carducci verso sud riproponendo e riconfigurando una regolarità leggibile e intuibile; il quarto lato viene quindi definito dall'edificio ( in origine opposto alla Piazza) , mentre ad ovest la piazza si articola con un nuovo fianco, posto più in profondità, attraverso due espedienti. 
    La realizzazione d di una secondo piazza , sopraelevata come un'Arce, che si distingue di conseguenza da quella più grande per dimensione, ma anche per posizione, per funzione. In questa nuova piazza, posizionata come nuovo lato della piazza grande, trova ubicazione un edificio che tipologicamente riconducibile alla Loggia Mercantile Toscana. Questo edificio speciale costituito da tre campate aperte verso l'esterno si propone per chi percorre via Roma come fondale impostato su un uguale livello di quello della Chiesa Opposta. ( riproponendo la dualità funzionale della Piazza Italiana ). Da chi proviene da Via dell'Annunziata, la Loggia si presenta come porta alla Piazza Carducci; in questo caso non si percepisce l'impianto alto dell'arce ma si presenta con delle scale intestate direttamente alla Loggia. La piazzetta trova quindi sfogo, recuperando il rapporto con il fiume, con l'ambiente naturale paesaggistico, nonché architettonico rivolgendosi al fiume. L'abbattimento dei negozi con la successiva ricostruzione più a sud, permette di aprire l'intera articolazione verso il Serra, verso al Chiesa della Misericordia . Il recupero di questo rapporto è accentuato dalla realizzazione di uno spazio verde e l'introduzione di una passerella di legno che collega le due sponde. Viene inoltre recuperata l'antica passeggiata che partiva dalla zona denominata il Puntone fino alla posizione dell'attuale fontana. L' introduzione in questa area murata di un porticato lungo Via Roma, permette di ricucire la parte ovest con il centro piazza; alla piazza quindi si arriva attraverso una passeggiata coperta ( lato nord) che poi si getta in piazza attraverso lo stesso porticato che si propone come quinta alla piazza stessa, quindi lato sud attraverso un sistema alberato che si contrappone alla parte porticata. Lato ovest viene eliminata la strada che fiancheggia la banca per ricucire attraverso uno spazio a verde il porticato - quindi la Piazza Carducci, e l'edificio già Ospedale Campana.


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  4. La Socialità della Piazza
    Per sua natura la piazza deve assolvere un ruolo socializzante e catalizzatore di tutte quelle attività che caratterizzano le ambizioni, le attitudini della società. Nell'idea di progetto questa ambizione trova fondamento attraverso due espedienti necessari. La realizzazione della Piazza Maggiore, la cui potenzialità di "raccoglitore" permetterà di organizzare un'area versatile a tutte le manifestazioni che si svolgono attualmente nella piazza, ma potenziandone pesantemente gli aspetti funzionali, distributivi, organizzativi. La nuova piazza grande oltre a regolarizzare eventuali flussi di ingresso e di uscita, posizionamento di sedute in maniera organica, potrà ospitare fino a 900 posti per manifestazioni quali teatri dialettali, manifestazioni - concerti, ecc. In questa nuova configurazione funzionale , la seconda piazza potrà continuare a svolgere funzioni in contemporanea alle manifestazione, senza perdere il proprio carattere funzionale e architettonico, anzi potenziando la piazza maggiore con un ruolo di equilibrio e di attrazione. La seconda piazzetta potrà quindi ospitare al coperto, piccole esposizioni, manifestazioni gastronomiche tipiche ( cene rinascimentali), quindi riunioni, nonchè un mercatino permanente alimentare, possibilità di gestione privata ecc. Nei giorni settimanali la piazza Maggiore potrà ospitare le auto quindi potenziando e regolarizzando l'attuale sistema dei parcheggi decisamente selvaggio. Un sistema di partizioni basamentali eviterà di segnare in maniera sintetica il sistema dei parcheggi. In questa fase la piazza minore rimarrà sempre pedonale.


  5. I Monumenti
    In questo nuovo assetto trovano fondamento il posizionamento di nuovi monumenti e il riposizionamento di quelli attuali. Il monumento ai caduti " L'Apuano" verrà collocato sulla piazzetta sopraelevata, posta ad angolo, la cui visione si percepisce dall'ingresso di via Roma; la nuova posizione permetterà di allontanare il sistema parcheggio dal monumento stresso, quindi la possibilità di godere del monumento girandovi intorno, sedendovi sulle vicine gradinate. La posizione sopraelevata permette di dare di nuovo un ruolo prioritario al monumento e al valore che esso rappresenta; in sintesi altre ad una nuova posizione strategica che per posizione recupera quella delle piazze italiane, sin propone il ripristino delle vecchie balaustre in ferro di elevata fattura artistica artigianale. La scultura dovrà quindi essere posizionata con orientamento ruotato di 45° rispetto a quello attuale ( il militare d'Africa rivolto ad Est). I nuovi inserimenti scultorei sono poi riposizionati in punti strategici nell'intorno urbano. Attualmente nella Zona del puntone sono presenti 3 sculture ( I due Fiumi- il Busto di Enrico Pea - ) Il Busto di Enrico Pea verrà spostato in Piazza Carducci lato sud. Altre sculture troveranno ubicazione lungo l'asse per il polo Mediceo di seguito descritto
     
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  6. I Materiali e le Pavimentazioni
    I materiali e le pavimentazioni rappresentano quella ricucitura dell'identità materia fondamentale per la riappropriazione dello spazio storico e del suo codice genetico. In sintesi piazza grande avrà una pavimentazione in calcestruzzo architettonico composto da una base di calcestruzzo e fibre lavato in opera con aggiunta di inerti di ravaneto di cava di marmo bianco con pezzatura minuta ma 15 mm tritato e setacciato. L'intera pavimentazione avrà inoltre dei ricorsi orizzontali in marmo bianco posato per costa con spessore di 10 cm di larghezza. La pavimentazione della Piazzetta utilizzerà delle fasce in marmo bianco venato trattato con una gradinatura fine; all'interno dei campi quadrati troverà posto una pezzatura di marmo di pasta bianca grigia e Bardiglietto trattato con bocciardatura il tutto posato a Opus Invcertum. Davanti alla Chiesa si è utilizzato una pavimentazione con un disegno più prezioso, anche se semplice; la posa quindi ad Opus Sectile, vede l'utilizzo del Marmo Cipolinno Sabbiato in alternanza con Bianchi - Grigi e Bardiglietto con qualche inserto di Breccia Medicea. Il Porticato sarà pavimentato come del resto altre pavimentazione a raso in Bardiglietto e Bianco Venato posati ad Opus Reticolatum

  7. L'arredo Urbano
    Per l'intera piazza si prevede un " filosofia dell'arredo " che reintegri alcuni arredi storici fondamentali; il sistema delle sedute interamente in marmo, l'illuminazione su lampione e non a raso. Per la realizzazione delle sedute vengono riviste quelle attualmente poste a corredo del Duomo; interamente in marmo con piccoli appoggi dello spessore di 10 cm. Per l'illuminazione viene riproposto il vecchio lampione ( ridisegnato e corretto) che attualmente si trova in un unico esemplare posto in località Pancola, ma dalle foto di inizio 900 campeggiava come unico elemento artificiale all'intero della piazza e delle strade.


  8. Il Polo Mediceo
    Il collegamento al polo Mediceo viene garantito attraverso il recupero del lungo fiume, un recupero funzionale e artistico. L'attuale sponda del fiume ( lato Palazzo Mediceo) risulta interrotta alla quota della attuale passerella in acciaio; l'idea di proseguire questa passeggiata in parte tramite l'utilizzo dello stesso spazio lascito libero tra fiume e strada soprastante o officina meccanica, quindi proseguire il percorso in appoggio al bordo fiume con degli sporti ( simili ai terrazzi aggettanti lungo fiume già presenti in zona) fino all'attuale piazza Mazzini ove è presente la seconda passerella pedonale affiancata al ponte. Tra Piazza Mazzini e il Ponte della Passerella ( Via Fusco) verrà realizzato un marciapiede lungo fiume spostando gli attuali parcheggio sul lato opposto rispetto a dove sono attualmente ubicati. In sintesi questo percorso tra la testata del porticato di Via Roma ( quindi Piazza Carducci) ed il Polo Mediceo sarà garantito tutto lungo fiume. Il sistema Polo Mediceo prevede inoltre l'eliminazione del Campo sportivo, la ricostruzione per quanto possibile del giardino mediceo , recuperando inoltre il rapporto con il Teatro costanti ( già Stalle Medicee). Il campo sportivo oltre al cambio di destinazione d'uso avrà il compito di assolvere attraverso un parcheggio interrato ( ad una quota poco più bassa di quella attuale -200 cm ). La parte interrata dovrà inoltre recupera il passaggio interrato che collegava in antichità la Villa con Le Stalle. L'asse Stalle Medicee e Villa vedrà realizzato su entrambi i lati una zona alberata e pedonale. Lato fiume la zona pedonale arrivera fino al termine della strada ( Segheria Pellerano) ove attualmente avvengono diverse mostre d'arte. Lungo il percorso in posizione di testata avranno dimora diverse sculture o avvenimenti d'arte che segneranno un percorso d'arte ideale tra la Piazza Carducci e il Polo Mediceo. L'intervento prevede inoltre la demolizione della vecchia officina meccanica e del deposito comunale con la ricostituzione della sponda del fiume.

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  9. Le unità Minime
    L'idea di Progetto si sviluppa e articola in 4 unità minime d'intervento. Tale divisione oltre a garantire una continuità storica dell'intervento attraverso la sua idea realizzativi, permette all'amministrazione di programmare temporalmente i vari stralci esecutivi dell'opera senza inficiare l'idea definitiva. Tutte le unità minime di intervento sono divisibili e intercambiabili anche temporalmente. Le unità di seguito rappresentate sono divise in 4 Unità : Unità 1 . fig.2 Unità 2 con progetto integrato . fig.2 Unità 3 con progetto integrato.fig.2 Unità 4 con Project financing.fig.3 Le prime tre unità, che riguardano il tema del concorso , sono descritte nel computo metrico e assommano a € 498.853,00. La quarta unità minima di intervento " zona del Polo Mediceo " sarà realizzata con un Project financing.
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  10. Il Preventivo Sommario