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Concorso di Idee |
Sulla riqualificazione urbanistica ed artistica della piazza Carducci a Seravezza e dell'asse viario di collegamento al Polo Mediceo. |
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Progetto Vincitore del Concorso di Idee
realizzato da:
Arch. Bascherini Guido e Merlo Alessandro e Bascherini Enrico,
con la collaborazione e la consulenza di
Sacconi Maria, Santini Luigi, Bacci Simona, De Santi Giovanni.
Tavola concorso A0 BIG (JPG 10000 x 7156) 46MB
Tavola concorso A0 SMALL (JPG 1000 x 716) 190KB

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Quasi tutti a Seravezza lavorano in vario modo il marmo. Chi sale la montagna all'alba per scavarlo e chi lo trasporta dalla montagna al piano, a mezzo di certe strade lisce e storte, come il giuoco delle montagne russe. Il masso imbracato con doppie corde, le cui cime attorcigliano i pilastri a destra e a sinistra di queste strade, si muove e scende piano, sgusciando sui travetti di legno insaponati. Gli uomini visti da lontano, sembrano api intorno ad un pezzo di pane bianco, che si muove lentamente verso un alveare in pianura. Invece sono uomini che trafficano intorno ad un masso gigante, con legni , con cavi ininterrottamente, finché il masso non è sulla carretta che lo aspetta nella via carriola….. ……Altri lavorano i marmi nelle botteghe, scalpellano i bozati delle case ricche per le città d'oltre mare…. Gli artefici hanno un berrettuccio di carta in capo e il viso infarinato come i pagliacci…….(1) Ad. Da E.Pea Il volto del santo ed Vallecchi Firenze 1924. |
Premessa
Premessa Il tema che caratterizzato maggiormente il dibattito architettonico e suscitato l'interesse da parte degli amministratori riguarda proprio quello della progettazione e riqualificazione degli spazi aperti pubblici : le piazze e il loro intorno. Nonostante i molteplici cambiamenti che ha subito l'organizzazione e la strutturazione della nostra società la piazza, con i suoi molti significati è ancora un catalizzatore di attenzione. Molte operazioni di recupero e riqualificazione che oggi prendono corpo nella città storica, hanno il principale obiettivo di restituire alle piazze e più in generale al cosiddetto "centro storico" la sua centralità. La città storica possiede ancora dei valori consolidati contrariamente a quella contemporanea priva di senso ed incapace di far dialogare i propri abitanti. Lo spazio collettivo ad oggi sconta altresì la molteplicità e contraddittorietà di interessi dei propri abitanti: se da un lato si sente il bisogno di recuperare questi spazi pubblici dall'altro è necessario riflettere sulle visioni e i desideri dei propri inquilini, i quali, hanno posizioni ed interessi anche molto distanti. Può accadere che il carattere di una città venga rappresentato da una sola immagine che sintetizza attraverso una serie di simboli l'identità di un luogo. Dovendo pensare ad uno simbolo che riassuma per Seravezza un significato importante non possiamo che pensare al marmo e più in generale alla pietra levigata. La piazza del paese della pietra piegata articolata e generata nella valle dei torrenti Vezza e Serra è senz'altro la sintesi, l'anima e l'esempio di come passato identità urbana realtà economica e spazio fisico possono tra loro correlarsi. La piazza di Seravezza , e l'intorno della medesima città di Seravezza , necessitano di una riqualificazione globale che supera quello strettamente funzionale. Nella riqualificazione urbana entrano in gioco una serie di valori d'ordine politico, economico, e sociale e l'ambito del gioco è racchiuso nell'asse tra piazza Carducci ( centro ) ed il polo mediceo. Riteniamo possibile ed auspicabile che al fine di trovare la migliore soluzione per la riqualificazione di una città ovvero il Concorso di Idee indetto dall'Amministrazione Comunale, assuma un valore di strumento di dibattito e di programmazione temporale. L'irrompere di idee e temi che necessitano di progetti integrati e di strumenti urbanistici attuativi che coinvolgano le forze pubbliche e private interessate al recupero alla riqualificazione ed al rilancio della città su valori comuni, non può essere trascurato. La costruzione della piazza e delle opere ad essa correlata sulla base di un finanziamento certo può e forse deve correlarsi ad ipotesi urbane più ampie nella speranza di ricostruire il legame e l'interrelazione tra città ed architettura. Lo stesso progetto può e forse deve, trovare in se stesso, energie e risorse necessarie per perseguire l'obiettivo. Tale obiettivo, proposto nel progetto di idea, nasce da una prima fase di " Lettura del contesto", una seconda fase di " Sintesi progettuale"; è evidente che non si può progettare in un contesto se non si possiede quel corpo teorico capace di entrare direttamente nel codice genetico dei luoghi.
Antropizzazione della Piazza Carducci
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La piazza di Seravezza svolge una funzione prevalentemente di parcheggio
contrariamente al ruolo che gli compete . Di giorno questo grande spazio
urbano indefinito vuoto di rapporti somiglia ad uno slargo stradale sul
quale sfrecciano da un lato all'altro le automobili.Ha un aspetto sciatto
con scarse aree di sosta e la quasi impossibilità di svolgere
dignitosamente quegli spettacoli legati alla vita cittadina siano essi
spettacoli teatro dialettale manifestazione pubbliche e commerciali ecc.
Nonostante ciò può ancora svolgere, assieme alla riorganizzazione del polo
mediceo e dell'area contermine in termine di percorsi e parcheggi il ruolo
del centro. L'idea di progetto propone una divisione del vuoto attuale in
diversi ambiti minori distinti per dimensione per ruolo a livello di
contesto ( Prospettive ambientali - architettoniche e stratificazioni
storiche). In sintesi vengono realizzate due piazze; Piazza Carducci ( già
Vittorio Emanale), che si prone di riprendere la storicità della sua
genesi, come prima e più importante piazza del paese, prima dello
spostamento dell'alveo del fiume. Tale piazza raccoglie in sé un portato
architettonico urbanistico di notevole interesse; si sviluppa con un
orientamento nord-sud, sviluppando un'enclave naturale che si avvolge
attorno ad preesistenze architettoniche ed ambientali. Lato nord, lo
sviluppo naturale del paese di accesso alla Piazza Carducci, con lo sviluppo
verso le strade interne ( Via Bertuccio) e sullo sfondo le tracce del
giardino all'italiana di Palazzo Rossetti ( edificio di proprietà comunale
) quindi uno sfondo naturale. Ai lati due cortine di edifici, che per
dimensioni ed altezze introduco un rapporto misurato tra pieni e vuoti.
A
sud, con l'introduzione di via Roma, viene meno il quarto lato, che prima
era costituito dal Fiume e quindi si introduce uno squilibrio d'impianto
urbanistico- architettonico, che oggi si manifesta attraverso una piazza la
cui parte centrale ha una funzione incerta, sia livello sociale ( mai
utilizzata ) che funzionale ( le auto vagano senza alcuna regola ).
All'interno di questo contesto si inserisce il monumento, che ricalca
l'antica posizione, senza però creare quell'effetto di riferimento e di
segnale che in origine creava. In considerazione che i nuovi assetti hanno
stravolto il significato della piazza, viene proposto un'idea che allarghi
nuovamente la Piazza Carducci verso sud riproponendo e riconfigurando una
regolarità leggibile e intuibile; il quarto lato viene quindi definito
dall'edificio ( in origine opposto alla Piazza) , mentre ad ovest la piazza
si articola con un nuovo fianco, posto più in profondità, attraverso due
espedienti. |
La Socialità della Piazza
Per sua natura la piazza deve assolvere un ruolo socializzante e
catalizzatore di tutte quelle attività che caratterizzano le ambizioni, le
attitudini della società. Nell'idea di progetto questa ambizione trova
fondamento attraverso due espedienti necessari. La realizzazione della
Piazza Maggiore, la cui potenzialità di "raccoglitore"
permetterà di organizzare un'area versatile a tutte le manifestazioni che
si svolgono attualmente nella piazza, ma potenziandone pesantemente gli
aspetti funzionali, distributivi, organizzativi. La nuova piazza grande
oltre a regolarizzare eventuali flussi di ingresso e di uscita,
posizionamento di sedute in maniera organica, potrà ospitare fino a 900
posti per manifestazioni quali teatri dialettali, manifestazioni - concerti,
ecc. In questa nuova configurazione funzionale , la seconda piazza potrà
continuare a svolgere funzioni in contemporanea alle manifestazione, senza
perdere il proprio carattere funzionale e architettonico, anzi potenziando
la piazza maggiore con un ruolo di equilibrio e di attrazione. La seconda
piazzetta potrà quindi ospitare al coperto, piccole esposizioni,
manifestazioni gastronomiche tipiche ( cene rinascimentali), quindi
riunioni, nonchè un mercatino permanente alimentare, possibilità di
gestione privata ecc. Nei giorni settimanali la piazza Maggiore potrà
ospitare le auto quindi potenziando e regolarizzando l'attuale sistema dei
parcheggi decisamente selvaggio. Un sistema di partizioni basamentali
eviterà di segnare in maniera sintetica il sistema dei parcheggi. In questa
fase la piazza minore rimarrà sempre pedonale.

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